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Italia 07/10/2026, 06:19 2 min di lettura

Accise mobili sui carburanti, il governo prepara il ritorno dello sconto dopo rialzo prezzi

Accise mobili sui carburanti, il governo prepara il ritorno dello sconto dopo rialzo prezzi

Il governo si prepara a riattivare le accise mobili sui carburanti dopo la fine dello sconto fisso sul diesel. La decisione di interrompere la lunga serie di proroghe al taglio delle accise ha retto meno di 24 ore. Il ripensamento è maturato dopo l’effetto immediato della scadenza del precedente sconto. Il venir meno della riduzione ha spinto al rialzo di circa 6 centesimi anche il tetto ai prezzi introdotto nei giorni scorsi da alcune compagnie petrolifere. Il nuovo intervento dovrebbe arrivare attraverso un decreto interministeriale.

Prezzi benzina, perché tornano le accise mobili

Le accise mobili permettono di utilizzare l’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre l’aliquota delle accise. Il meccanismo si attiva quando i prezzi alla pompa salgono e lo Stato incassa più Iva del previsto. Una parte di quelle maggiori entrate può essere impiegata per alleggerire il prelievo fiscale sui carburanti. In questa fase la dote sarebbe più consistente rispetto alle ultime applicazioni, perché a settembre i prezzi sostenuti dagli automobilisti sono stati più elevati.

Il problema è emerso subito dopo la scadenza del vecchio sconto sulle accise. La fine della riduzione ha inciso anche sui tetti di prezzo applicati da alcune compagnie. Eni aveva introdotto un price cap sui carburanti, seguita poi da Ip e Q8\. Nelle ultime ore la lista si è allargata anche alle stazioni Esso e Tamoil.

L’effetto pratico è stato un aumento di circa 6 centesimi del tetto al prezzo. Sul piano economico la variazione non è enorme, ma ha avuto un peso politico rilevante, perché il governo aveva puntato sul price cap per contenere il costo dei carburanti senza caricare troppo il bilancio pubblico.

La partita europea sugli extraprofitti

In parallelo resta aperto il confronto europeo. Le questioni principali sono due: una possibile tassazione comunitaria sugli extraprofitti delle imprese energetiche e una maggiore flessibilità nell’applicazione delle nuove regole di bilancio. La tassa sugli extraprofitti è sostenuta dall’Italia insieme a Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Polonia. Il tema dovrebbe essere discusso tra Eurogruppo ed Ecofin, anche se resta da chiarire in quale forma sarà inserito nel confronto tra i ministri europei.

La richiesta dell’Italia

L’Italia, inoltre, chiede anche una valutazione più flessibile sul rispetto della regola della spesa prevista dal nuovo Patto di stabilità. La richiesta non equivale all’attivazione di nuovo deficit extra, ma potrebbe aiutare a recuperare qualche margine per la prossima legge di bilancio. Il tema è rilevante perché il Documento programmatico di finanza pubblica non prevede ampi spazi di deficit per finanziare le misure centrali dell’agenda del governo, dal taglio dell’Irpef alla proroga delle tassazioni agevolate.

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